Hontay Yoshin RyuLa scuola del salice
In seguito all'inquadramento del settore JuJitsu nell'ambito della Federazione Italiana Judo Lotta Karatè ed Arti Marziali è stato necessario istruire delle linee guida nei programmi d'esame ed alla fine si è scelto di coniugare il volto moderno del Ju Jitsu, il Metodo Bianchi, con il lato tradizionale: la Scuola Hon Tai Yoshin Ryu.
Traducibile come: "La Scuola dello Spirito del Salice e del Corpo Fondamentale" questa tradizione affonda le sue radici nel medioevo giapponese e ammanta le origini con l'aura del mito. Si narra infatti che un medico di Nagasaki, trasferitosi in Cina per approfondire le tecniche di combattimento, ebbe l'ispirazione per il suo sistema di lotta osservando un singolare evento. Dopo una bufera di neve gli alberi rigidi come i pini o le querce si spezzavano sotto il peso della neve mentre un salice dai rami sottili ed elastici cedeva e rimaneva integro.
Cedere alla forza e non opporvisi. Usare l'impeto dell'avversario per abbatterlo. Da allora di generazione in generazione si tramanda questo metodo di combattimento. Nel corso dei secoli al corpo a corpo ha integrato tecniche di spada e bastone ed è giunto fino a noi senza soluzione di continuità.
Attualmente inquadrato, come dicevamo, nella federazione trova nel maestro Sciutto il responsabile a livello nazionale. Il programma di base per avvicinarsi all'arte consiste nello studio di tre Kata fondamentali.
- Il primo è Gyaku No Kata: la forma delle Forze Contrarie; studiando le dieci tecniche di cui è composto si impara a sbilanciare il proprio avversario, ad utilizzare solo la forza realmente necessaria ed a conoscere le reazioni alle diverse sollecitazioni del proprio corpo e di quello nostro compagno.
- Nage No Kata è la Forma delle Proiezioni: si impara a sollevare e lanciare l'avversario attraverso il suo stesso movimento ed uno studio approfondito dello sbilanciamento.
- Oku No Kata è il kata dei Sei Principi e si affronta solo dopo aver approfondito i primi due. Praticando le sue tecnice ci si avvicina alla situazione di difesa personale imparando ad utilizzare appunto i sei principi: Giaku: Leve e Torsioni sulle articolazioni; Nage: Proiezioni; Ate e Keri: Colpi a Mano nuda e Calci; Shime: Strangolamenti; Toritsuke: Rotazione dell'Avversario sulla parte opposta del corpo; Kuatso: Tecniche di Rianimazione.
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