La nuova era del Ju-JitsuNel priodo antecedente la restaurazione dell’era Meiji (1868) si arrivarono a contare circa mille Ryu differenti, alcuni di questi con migliaia di Ryusha, altri con poche decine. Per conferire ordine e ufficialità lo Shogun impartì la disposizione, nel 1843, di redigere il Bu Jutsu Ryu Soroku (il Trattato sulle Scuole dell’Arte del Combattere), in cui si evidenziavano i 159 Ryu più importanti dell’epoca.
Ancora oggi le autorità giapponesi preposte scelgono ogni anno 46 Ryu per rappresentare i vari Ryugi nel Taikai (Manifestazione delle Arti Marziali Tradizionali), che si svolge al Budokan (il Luogo dove si Studiano e si Praticano le Arti Marziali) di Tokyo. I Ryu di Ju Jitsu sono in continua evoluzione tecnica e lo studio e il perfezionamento degli stili deriva non solo da uno spirito di miglioramento, ma anche dall’esigenza di adattare questa Arte, come era accaduto anche nel passato, a compiti specifici, come nel caso della Polizia o dei corpi speciali.
Negli ultimi anni il Ju Jitsu si è affermato come valido supporto tecnico per chi vuole affrontare lo studio della Difesa Personale. A questo proposito è interessante notare che già nel 1947 gli esperti della Polizia giapponese avevano creato il Taiho Jutsu (un Metodo per l’Attacco e la Difesa), un insieme di tecniche mutuate dal Ju Jitsu e da diverse discipline marziali, appropriate per l’uso negli interventi di ordine pubblico e in azioni contro la criminalità; esso comprende inoltre tecniche di Taihen Jutsu (l’Arte di Muoversi Silenziosamente), di Keibo Soho (le Tecniche di Bastone Corto attinenti la Difesa), di Tokushu Keybo (il Bastone Telescopico) e molte altre ancora che vengono continuamente aggiornate e perfezionate.
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